Scappa scappa galantuomo

Gaetano Parmeggiani

 24,00

Pagine: 482
Data di pubblicazione: 14 Novembre 2008
ISBN: N/A Categoria: Tag: , ,
Si può trovare un motivo per ridere in ogni giorno dell’anno?

«Scappa scappa galantuomo si prepara a colpire nuove generazioni di adepti».
                                                                                                                          Matteo Nucci, Il Venerdì

Un almanacco con 369 giorni si fa beffe delle istituzioni, inventa agiografie e oroscopi, mette in ridicolo pagine di storia e letteratura, svelando la naturale comicità della cultura ufficiale.

“Scappa scappa galantuomo è un libro che contiene in sé molti altri libri. È un almanacco dei giorni, ciascuno corredato da un commento o da un brano dedicato. È un libro di “esercizi di stile”: gli autori si fanno beffe di poesie e canzoni, dei più vieti luoghi comuni tratti da libri di storia, da testi scolastici e da una grande varietà di stili letterari, dal medioevo ai nostri giorni, ogni volta imitandoli alla perfezione con incredibile abilità. I pezzi di bravura sono sapientemente mescolati con brani autentici e l’effetto è di sottolineare la “naturale comicità” di molte pagine della nostra storia e letteratura. È un libro irriverente, che si prende gioco della Chiesa, dello Stato, delle Istituzioni, dei politici, dell’araldica, delle guide turistiche, dei santi (rigorosamente fasulli), dei poeti, degli eroi e perfino della morte. La satira non è mai volgare, colpisce sempre nel segno, perché irride la stupidità dei luoghi comuni e ne sottolinea la grossolanità. È un libro colto e raffinato: ogni pagina nasconde citazioni e riferimenti di ogni tipo, per chi sa coglierli, senza che ciò ne renda mai noiosa la lettura. È soprattutto un libro divertente, un’inesauribile fonte di allegria e di risate. Stampato nel 1971 in un numero limitato di copie, viene ora pubblicato per la prima volta in edizione integrale”.

                                                                                                   A cura di Maurizio “Om” Ongaro.