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articoli e recensioni
NOTTURNO BIZANTINO
NOTTURNO BIZANTINO
Collana: Visioni
ISBN: 978-88-99389-04-8
Pagine: 500
Data di pubblicazione: novembre 2015
 
LE INTERVISTE DELLA DANTE: IL CANDIDATO ALLO STREGA LUIGI DE PASCALIS
ladante.it, 25 Febbraio 2016

 

L'autore di "Notturno Bizantino" (Lepre editore) ci parla del suo nuovo bellissimo romanzo che, da qualche giorno, è entrato nella rosa di candidati del prossimo Premio Strega. Ciò che colpisce, dopo aver letto il libro, è che sembra proprio che la storia si ripeta. Nel 1507, come oggi, l’Europa abbandonò a se stessa la Grecia e la sua cultura. L’Europa in cerca di una unione più stabile. De Pascalis, cosa aggiunge? Forse non è che la storia si ripete, è che i moventi delle azioni umane sono sempre gli stessi. Da un lato stupidità, avidità, cecità; dall’altro impossibilità oggettiva di capire e governare un sistema complesso come il flusso della grande storia. E così il gregge generalmente inconsapevole s’avvia al baratro. A volte c’è qualche singolo abbastanza lucido da capire cosa sta per accadere ma, seppure si trova ai vertici della piramide decisionale - come fu per Giuliano l’Apostata - si rivela comunque impotente a evitare il disastro.E poi, se i cervelli migliori cadono in battaglia, come avvenne nelle due guerre mondiali, o sono costretti a emigrare, come succede da noi oggi, e in loro vece s’immettono nel sistema, peraltro già corrotto e incapace di suo, poveri emigranti ignoranti e analfabeti o quasi, il crollo e il conseguente buio sono alle porte. L’Europa di domani come l’Africa di oggi, questo vedo e temo. E non riesco a immaginare un luogo del mondo dove un ridotto nucleo di sapienti possa innescare l’iter virtuoso di un nuovo rinascimento.

Lei ha affermato di non essere mai stato ad Istanbul (la Costantinopoli del suo romanzo). Secondo lei, con il potere della conoscenza e dell’immaginazione - come fece Salgari, insomma - è possibile ambientare in un luogo peraltro lontano nel tempo, le vicende di un romanzo e renderle credibili? Un plausibile e coerente romanzo storico non si compone viaggiando, ma studiando come un topo di biblioteca. La Costantinopoli del 1453 non si trova a Istanbul, è un luogo dello spirito o, se vuole, è un luogo culturale a metà fra storia e immaginazione. Del resto, per scrivere un buon romanzo storico bisogna attrezzarsi prima con tutto ciò che occorre per fare un vero e proprio viaggio nel tempo: cibo, architettura, pensiero, arte militare, economia, clima, odori, luci, ogni cosa. Poi il viaggio comincia e, se tutto va bene, presto la pagina scritta scompare e tu non sei più al tuo posto di lavoro ma altrove. Quando il “viaggio” finisce e torni, subentra il mestiere: autocritica, lima, controllo delle date e delle fonti, ecc.

Leggi l'intervista intera su...

http://ladante.it/categoria-attualita/lingua-italiana/685-le-interviste-della-dante-il-candidato-allo-strega-luigi-de-pascalis.html

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